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Trasvolata
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TRASVOLATA MALPENSANTI - TERZA TAPPA Yellowstone to Denver Intl
La giornata inizia diversamente dal solito. Io sono ancora al lavoro, e ricevo un
SMS da Antonio..oggi si riprenderà la trasvolata Malpensanti. Dopo le feste, vedremo
se, pur con le pance piene dalle grandi abbuffate dei giorni scorsi, i nostri 339
si riusciranno ad alzare. Il ritrovo è fissato per le 17, ma io arrivo verso le 17.30,
e trovo tutti già in testata pista che mi aspettano da un pezzo.
Rifornisco velocemente il mezzo (che avevamo lasciato a raggelarsi sull'apron dello yellowstone con i serbatoi
vuoti) e mi lancio lungo la taxiway parallela alla pista alla allegra velocità di
70 nodi
screenshot by Claudio, per gentile concessione.
Foto di gruppo per la partenza e si parte. La meteo è praticamente perfetta per il volo VFR, solo una leggera foschia all'orizzonte. La nostra prima meta è il geyser Old Faithful, unico oggetto rappresentato in FS del più famoso parco nazionale statunitense. Prendo fuori gli appunti che avevo preparato per raggiungerlo in modo strumentale, dato che la zona è abbastanza povera di riferimenti geografici: intercettare la radiale 315 outbound, o in allontanamento che dir si voglia, dal vor DNW, freq. 117.20, ad esettamente 42 NM dme si trova il geyser. Antonio si lancia alla ricerca del piccolo conetto, e fortunatamente lo avvista al primo colpo.. La cosa però non è gradita molto dal PC di Ben, che pur dotato di un sistema di refrigerazione degno di una centrale nucleare, fa impallare il soft Teamspeack, e secondariamente il simulatore (anche se più tardi si parlerà di driver difettosi Intanto che Ben ricarica, noi rimaniamo in circuito di attesa usando come pilone immaginario il geyser. Per questa parte del tour faccio da caposquadriglia, con la conseguenza di avere Antonio e Claudio alle spalle che rimpiangono di non avere Combat Flight Sim, dato che mi hanno entrambi ben inquadrato sul collimatore. L'attesa di fa lunga, dato che l'autosave di Ben non ha funzionato e deve ripartire dall'aeroporto distante una ventina di miglia. Mentre i due là dietro sono alla costante ricerca dei miei scarichi, io ne approfitto per esercitarmi nel volo rovesciato...nella parte rettilinea del circuito di attesa è piuttosto semplice, ma in virata mantenere la quota è una vera impresa! I serbatoi continuano a svuotarsi, ed è l'ora di cercare un aeroporto per il rifornimento. Fino a questo momento sulla cresta delle montagne rocciose, e troviamo un aeroporto alle pendici della catena montuosa. Scendiamo veloci di quota e finalmente dopo tanta montagna il paesaggio per un po' cambia. L'aeroporto di trova su un altopiano molto esteso, atterro senza problemi, anche se Antonio fa il solito atterragio funanbolico: numero due all'atterraggio, quasi mi salta in groppa! Rifornisco velocemente e passo in vista esterna per godermi l'arrivo degli altri..Se non chè dimentico la manetta leggermente aperta, e con l'ala destra vado a sbattere contro un edificio dell'aeroporto. CRASH! maledizione, che stupido! l'autosave mi riporta in finale, con le imprecazioni di Claudio che si ritrova un velivolo nel bel mezzo della traiettoria...è colpa mia, quindi appiattisco un po' il sentiero e atterro a 3/4 della pista per lasciare a lui lo spazio dietro, mi attacco ai freni e riesco a fermarmi senza danni Ripartiamo tutti insieme, Antonio e Cladio vanno via come al solito con la manetta a battuta, io e ben invece cercando di risparmiare un po' il motore rimaniamo parecchio indietro. Chiedo che ci attendano in circuito, ma sono restii a virare perchè sono riusciti ad entrare e a mantenere una bella formazione stretta, La crociera per il prossimo VOR è piuttosto lunga, dovuta soprattutto al fatto che stranamente i nostri motori non riescono ad erogare la piena potenza. Si cercano diverse spiegazioni, ma alla fine quella che tiene di più è quella più evidente..stiamo volando a 12000 piedi e l'anemometro mostra la IAS, quindi per forza non riusciamo a fare più di 350-360 nodi...in realtà la nostra velocità al suolo, letta sul GPS, è di circa 430 nodi Stiamo quasi per arrivare a Denver, quando un altro imprevisto smuove la giornata. Un gruppo di montagne apparre all'orizzonte. Leggo su FSNav che la cima è a 11300 piedi, la nostra quota attuale, ma Antonio, più avanti di qualche miglio, riporta che FSNav tira delle fregnacce, dato che lui a oltre 12000 sta facendo la barba agli abeti del primo gruppo di monti. A ore due rispetto alla rotta troviamo il Picco Longs (atlante docet...), che supera i 4300 metri di quota. Io mi tengo alla larga, mentre Cladio sorvola a quasi 15000 piedi. Addossata alla montagne spunta all'orizzonte una città . Benchè distante abbastanza distante dal Denver Intl, realizziamo che si tratta di Denver dalle diciture dei cartelli su quello che riconosciamo come uno stadio. Intanto anche Antonio va in crash di sistema, e la sua sessione multiplayer viene rimpiazzata direttamente da FS con una creata sul PC di Cladio..mah, misteri dell'informatica! L'ora si fa tarda e ci avviciniamo all'aeroporto. Molto bello, texture fotorealistiche per il terreno e una quantità impressionante di piste, tutte decisamente lunghe. Io atterro per primo, mentre su una pista ortogonale alla mia atterrano Claudio e Antonio. Ben, al quale è andato nuovamente in crash il sistema (però lo texture le ha alla massima qualità Parcheggio il 339, faccio un giro di controlli esterni per verificare di non avere spaccato nulla e ci mettiamo tutti 'in posa' per la foto di rito Alla prossima! ScreenShot realizzati in questa tappa |
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