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TRASVOLATA MALPENSANTI - SETTIMA TAPPA

Toronto to Washington

Data esecuzione: 16/01/2005
Partecipanti alla tappa odierna:
  • Antonio (Arrex/2)
  • Claudio(I-CRCL)
  • Fede
  • Agostino (Nino)
Stati sorvolati:Canada, New York, Pennsilvanya, Maryland, Virginia
Aeroporti utilizzati:Toronto City (CYTZ), Greater Rochester International (KROC), Harrisburg International (KMDT), Ronald Reagan Washington (KDCA)
Piano di volo
TipoNomeFreq.Hdg
Toronto City
IAG111.00157
GEE118.20116
Rochester International
ITH111.80120
FQM114.40203
SEC110.40199
HAR112.50206
Harrigburg International
LRP117.30116
PPM108.40182
BAL115.10242
DCA111.00233
Ronald Reagan Washington200


Una tappa veramente interessante e divertente quella di oggi, sia per i paesaggi incontrati, anche grazie all'ottima pianificazione del piano di volo fatta da Antonio, sia per i momenti di 'svago' e goliardate varie.
Ma andiamo con ordine.
Pensando di farvi cosa gradita, abbiamo invitato tutti gli iscritti al forum a partecipare al nostro volo in multiplayer, riscuotendo un discreto successo..UN nuovo trasvolatore, il buon Nino! Come d'accordo, via messenger ci siamo passati gli IP e le poche istruzioni per installare le livre che il grande Panty ha con maestria dipinto per i nostri 339, in modo da avere una formazione senza doppioni (come invece non è risultato, pazienza ..i maligni dicono che il mio aircraft.cfg è bacato!)
Antonio, Claudio e il sottoscritto invece trovano i propri velivoli esattamente dove li avevano lasciati, e anche la meteo sembra la stessa della scorsa settimana (ma qui in America settentrionale sempre 'sto tempo di m...a?)
Mentre Antonio ci detta un piano di volo di qualche decina di VOR (fortuna che dopo si dira che è stata la prima tappa dalla California in cui abbiamo seguito dei landmark ), Nino ci raggiunge e si inserisce professionalmente nella formazione. O meglio, ci prova, ma ha l'anticollisione disattivato, e appena si avvicina va in crash!
Risolto il problema, decolliamo, e giusto per scaldarci ci buttiamo a capofitto in mezzo ai grattacieli i cui inquilini avevamo terrorizzato solo una settimana fa. E' la buona occasione per testare le mie capacità  utilizzando un secondo joystick (il mio vecchio glorioso CH Flighstick con cui ho combattutto diverse battaglie nel mitico F15 Strike Eagle II) come pedaliera (nell'attesa di costruirne una come dico io!). Il feeling non è male, ma le imbardate, se non le si sentono sotto il sedere, non sono facili da controllare, e mi costringono ad un continuo scan fra orizzonte e pallina (cioè, quella che dovrebbe essere tale...chiamiamolo slip indicator)
Una volta caldi, ci mettiamo in rotta per il primo VOR, o quasi, visto che Antonio propone di seguire la costa del lago ontario, che inevitabilmente ci porta fuori strada (il lago è verso sud, mentre le cascate del Niagara, la prima attrazione della tappa, sono ad est)
Ritorniamo sulla via giusta, e vista la copertura nuvolosa decidiamo di tenerci al di sotto delle nuvole. Claudio avvista per primo il fiume nel quale sfociano le cascate, e tutti lo seguiamo, continuando cosଠil solo senza l'ausilio degli strumenti.
Bisogna ammetere che su questo scenario in Microsoft si sono veramente impegnati parecchio: partiamo dal mesh. Per rendere le cascate realistiche, un intero blocco di scenario è stato elevato di un centinaio di metri, in modo da creare per il fiume un vero e proprio canyon dentro il quale scorrere. Proprio per questo canyon, memore della tappa "0" di riscaldamente, mi infilo a scoprire le meraviglie dello scenario. Ancora prima di arrivare alle cascate, passiamo sotto il ponte, decisamente ben fatto, che collega gli stati Uniti al Canada. Alla nostra sinistra il primo gruppo di cascate: un uso estremamente calcolato degli fx permette un buon realismo. In più, guardando attentamente, sotto la cascata troviamo una chicca: il Maid of Mist III, il famoso battello, che, carico di turisti, fa la spola sotto le potenti (e umide!) cascate. Il battellino si muove veramente, fra l'altro, quando passa sotto le cascate, prende delle bordate increbibili a causa dell'acqua che lo fanno rollare in modo veramente realistico (da notare che tutte queste cose le abbiamo viste a quasi 400 nodi di velocità  ). Passato il primo gruppo di cascate, puntiamo dritto avanti per il prossimo, e, personalmente, faccio l'autolavaggio al mio veloce destriero, che ringrazia la per i G positivi che gli ho fatto prendere...Antonio intanto, sempre molto ben informato (voci di corridoio dicono che abbia sempre qualche guida turistica sotto mano ), ci informa che la torre che domina lo scenario delle cascate ha alla sommita un ristorante, al quale si arriva tramite due veloci ascensori (anche questi rappresentati in movimento). Diciamo che l'effetto è quello di quella attrazione di Gardaland (Space Vertigo?) che fa provare l'assenza di gravita, vistà  la rapidita con cui percorrono i 500 piedi di altezza della torre!
Ok Ok adesso vado avanti!!
Proseguiamo il volo, quando, con voce preoccupata, Nino ci chiede come stiamo a carburante. Antonio Claudio e il sottoscritto abbiamo ancora più di mezzo serbatoio, mentre Nino è appena al 10%! Ecco svelato l'arcano, aveva preso l'aereo senza serbatoi supplementari, per quello che non lo vedevamo correttamente! Funzione nearest con il GPS, e decidiamo per l'atterraggio all'aeroporto della la città  di Rochester. Purtroppo la connessione di nino fa i capricci, e ci raggiungerà  solo sulla pista per il decollo successivo. L'attesa da il tempo ad Antonio di risolvere i problemi con la macchina del pane (sic!!!), e a me e a Claudio di fare una bella sciata sui prati innevati per raggiungere il rifornimento (pare che la top-down view, per vedere le taxiway, sia come LIPZ..non esiste!!)
Decolliamo e sorvoliamo, sempre a bassa quota per via dele nuvole (che ogni tanto si diradano però, apriti cielo...), i Finger Lakes, così chiamati per via della loro somiglianza alle dita di una mano (un po' fantasiosi sti americani). A me in verita sembrano i graffi lasciati sulla madre terra da un lupo fiabesco con grandi artigli e...va bene, sono fantasioso pure io!
Ci lasciamo alle spalle il lago Seneca, e viriamo sul lago Cayuga, il maggiore dei finger Lakes, all'estremita meridionale del quale troviamo la città  di Ithaca. Qui niente sorprese, il solito noiso reticolo di vie delle texture base di FS, quindi tiriamo avanti
Continuiamo la nostra discesa verso Washington seguendo il fiume Suskean fino alla città  di Harrisburg, dove ci fermiamo per un veloce rabbocco di carburante. Siamo ormai diventati specialisti del volo in formazione, e Nino e Claudio ci deliziano con un bellissimo atterraggio in coppia, molto ben eseguito. Io seguo a distanza ravvicina, salto Claudio che si fermato a un centinaio di metri dalla testata pista (ma il suo 339 è modificato come STOL?) e atterro prima di arrivare contro a Nino, che sta uscendo dall'ultimo raccordo della pista. Io e Claudio ci siamo inseguiti per tutto il viaggio, e fare benzina è una lotta senza esclusione di colpi al primo che arriva.
Per la partenza decidiamo per una nuova formazione: la scaletta. Per problemi di fotogenia, Antonio e Claudio continuano a scambiarsi di posto con lo slew, ed è un piacere vederli dalla vista esterna, sembra che si stiano accoppiando
Appena dopo il decollo puntiamo i nostri aerei, con i serbatoi belli pieni, sulla centrale nucleare che abbiamo visto durante l'atterraggio: per fortuna nessuno si schianta, ed evitiamo un'ecatombe per i poveri abitanti della capitale della Pennsilvanya.
Sempre seguendo il fiume, arriviamo finalmente sulla east-coast, ai margini della profonda baia di Cheesapeake. La discendiamo per il lato ovest, e sorvoliamo la città  di Baltimora. Anche qui i soliti edifici, ma siccome sono abbastanza alti decidiamo che è imperativo passarci in mezzo..io e Claudio però non ci mettiamo mai d'accordo, e, PER CASO, finiamo per attraversare, in senso opposto l'uno all'altro, lo stesso 'canale'. Segue una lunga battaglia fra i cieli della capitale dello stato del Maryland, che si conclude senza vincitori ne vinti. Antonio intanto, che per ragioni fotografiche si è dovuto attardare su un non meglio precisato pontile, ci raggiunge, e ci guida, nel senso letterale della parola, alla scoperta della città  di Washington. Dopo i primi cenni sulla urbanistica a stella sulla città , passiamo alla parte architettonica.
I monumenti della parte centrale sono realizzati con particolare cura, e li seguiamo partendo dalla Casa Bianca. Da qui parte un grande spazio di verde a forma di T, che ha come centro il famoso obelisco. Ci spostiamo sulla parte a destra della T, e, sulle rive del Potomac, notiamo il Jefferson Memorial, mausoleo eretto in nome del defunto presidente. Davanti, una enorme vasca di acqua che a me ricorda il film Forrest Gump, durante il discorso al ritorno dalla guerra del Vietnam, più avanti troviamo ancora l'obelisco, poi il Lincoln Memorial, una strana costruzione ricca di torrette che è stata apprezzata molto da Claudio, e proseguiamo fino al Campidoglio. Nei dintorni un sacco di edifici, sicuramente più noti agli americani che a noi, ma nel nostro piccolo (grazie ad Antonio!) riconosciamo lo Smithsonian Institute, un serie di altri musei e il palazzo dell'FBI. A pochi passi dal Ronald Reagan International, facciamo un radente sul Pentagono (in disgraziata memoria dell'11 settembre) e atterriamo tutti felici e contenti
La città  è veramente ben realizzata, e vale forse la pena di farsi un giro con l'elicottero sopra
Un volo veramente bello!
ScreenShot realizzati in questa tappa
screenshot by Antoni, per gentile concessione.

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