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TRASVOLATA MALPENSANTI - Quinta TAPPA Kansas City to Chicago
Delle varie tappe che abbiamo affrontato, questa sarà ricordata più che altro per i problemi tecnici, ma li affronteremo più tardi. Partiamo con le novità : uno dei problemi del volo multiplayer in formazione stretta è la 'scattosità ' dei velivoli a distanza ravvicinata. Andando a scartabellare nei file FS, abbiamo trovato il sistema di migliore il rendimento del simulatore in questa situazione. Nel file FS9.cfg (C:\Document & Settings\(cartella personale)\Dati Applicazioni\Microsoft\FS9 per chi non lo sapesse), alla voce multiplayer, troviamo vari settaggi TICKS_PER_SYNC=90 // cambiare a 180 PACKETS_PER_SEC=4 // cambiare a 8 in pratica, così facendo, abbiamo raddoppiato la frequenza delle informazioni che il simulatore invia al server multiplayer. La fludità risultante è ben apprezzabile Antonio ci segnale che variando questo parametro ADF_TRACK=0 // cambiare a 1 possiamo ottenere sullo strumento ADF la direzione di un aereo selezionato in base ad una particolare frequenza sullo strumento..lo proveremo alla prossima occasione, torna spesso utile quando ci si perde in mezzo alla nebbia Il volo inizia con un veloce decollo dall'aeroporto di Kansas City..io come al solito sbaglio pista e mi faccio un giretto nei campi innvevati per raggiungere gli altri.. Appena decollati, dirigiamo sulla città , sulla quale abbiamo volato ieri io e Antonio con i Cessna Caravan, apprezzando particolarmente un buon numero di ponti dalle fattezze particolarmente interessanti. La meteo non è delle migliori, ovunque la visibilità è piuttosto limitata, ma proseguiamo per un po' con il nostro piano di volo VFR: seguire il fiume Missouri fino alla città di St. Louis. Io e Antonio ci avviamo in formazione stretta lungo il fiume, e mentre aspettiamo Claudio e Ben, ci mettiamo a poco più di 100 nodi con i flap estesi e ci esibiamo nel più classico dei voli lenti..peccato non avere spettatori, vicino a noi solo alberi, neve, e qualche piccola casetta isolata, con probabilmente all'interno contadini infreddoliti che hanno di meglio da fare Inspiegabilmete il simulatore di Claudio crasha all'improvviso, e poco dopo anche la sessione multiplayer se ne va al creatore...dopo poco si può continuare, Claudio e Ben ci raggiungono, Proseguiamo allegramente il nostro viaggio, quando purtroppo FS crash ad Antonio. Succede una, due, tre volte, tutto ciò quando apre il GPS. Non ne capiamo il motivo, Antonio crede che sia colpa delle strade e ha intenzione di disattivarle. Nel frattempo, noi decidiamo per una sosta in un aeroporto a poche miglia dal fiume. Il GPS a me funziona benissimo, e mi guida in mezzo alla nebbia all'atterraggio sulla pista che abbiamo scelto...mamma mia come è corta. Intanto che sono in finale cade il collegamento di TeamSpeack, dato che Arrex è costretto ad un riavvio completo del PC. Faccio un atterraggio da manuale, libero la pista, rifornisco, a mi metto comodo comodo ad aspettare l'arrivo di Claudio. Il quale scende velocemente, troppo velocemente, e in men che non si dica lo vedo strisciare sulla pista..Molto saggiamente Ben si fa qualche svolazzo in circolo sull'aeroporto nell'attesa che l'ACI venga a recuperare la carcassa dell'aereo di Claudio. Poco dopo atterra anche Ben, e sulla piazzola dell'aeroporto aspettiamo Antonio, che dopo aver ricaricato tutto, con la complicità della velocità di simulazione alterata, ci raggiunge in un battibaleno..promette però che non utilizzerà più il GPS (almeno per un po'). Decolliamo in fila indiana dall'aeroporto (la pista è abbastanza stretta) e saliamo notevolmente di quota per disfarci della visibilità terribile che abbiamo trovato a terra. A circa 8000 piedi il cielo si apre, Sono tutti come al solito a tutta manetta, e io che cerco di risparmiare un po' il motore mi ritrovo in pochi istanti parecchio distante..per fortuna che posso aumentare il rateo di simulazione! Ritorniamo alla nostra vecchia navigazione sui radioaiuti, e il VOR ci guida fino alla città di St. Luis..finalmente qualcosa di diverso dai campi innevati che ci hanno accompagnato fino a questo momento. Il carburante di Antonio scarseggia, quindi decidiamo di scendere all'International per un rabbocco. Utilizziamo tutte e tre le piste dello scalo, Antonio a destra, io Il mezzo inizia a perdere velocità , cade d'ala, e devo esercitare una continua pressione a sinistra sulla barra per tenerlo in asse. Tutto motore dentro, e riesco a fermare la discesa. Ho una velocità di duecento nodi stabile, sto lasciando un denso fumo nero dietro di me, l'aereo brilla di fiamme (probabilmente sto perdendo carburante), ho un controllo abbastanza approssimativo sugli alettoni, ma riesco comunque a volare, e decido per un atterraggio di emergenza sul primo aeroporto disponibile: l'internaziona di St. Louis. Scendo discretamente, tocco terra su due ruote ma riesco a fermarmi. Sono vivo! Purtroppo per le riparazioni devo ricaricare l'aereo, sarebbe bello se arrivassero i pompieri e i meccanici quando c'è una emergenza! Ridecollo e mi metto all'inseguimento degli altri che mi stanno aspettando. La prossima tappa è la citta di Springfield (non quella dei Simpson!). Mentre ci avviciniamo, Antonio ci intrattiene con un simpatico aneddoto. Pare che nel primo Flight Simulator, uno degli ingenieri di Microsoft abbia piazzato qui, nell'aeroporto della sua città natale, l'edificio più complesso di tutto il simulatore: un hangar con sopra addirittura una scritta! edited by Antonio Per quanto riguarda la storia di FS: come sapete l'ho anche recensita sul mio sito e sul giornale di Virtualitalia . Allora non e' Springfield l'incriminata... e' la citta' che abbiamo toccato dopo, o meglio le due cittadine, Urbana e Champaign. Qui, presso la University of Illinois in Champaign, Bruce Artwick l'inventore di FS, ha progettato Flight Simulator 0 (un prototipo durante la sua tesi di laurea), Sublogic FS1 (un giochino di guerra simile a quello integrato in FS4) e le prime versioni di MS-FS nonche' Sublogic FSII. L'hangar presente all'aeroporto di Champaign era effettivamente l'edificio piu' complesso presente di default in FS2, Fs3 e Fs4. L'unico edificio ad avere una forma diversa da quella parallelepipeoidale e specialmente con una scritta pubblicitaria "Avistar" sulla fiancata... era uno delle "easter eggs" dei vecchi simulatori, come le mongolfiere nella zona di seattle vicino all'aeroporto J. Williams a nord. La simulazione di oggi ha toccato quello che e' stato il primo scenario di MS-FS1: la zona che si estende appunto tra Chicago e Urbana/Champaign... allora c'erano pochissimi aeroporti: 3 a chicago (meigs, O'hare e Midway), 2 a Kankakee (citta' indiana dove Fede ha fatto rabbocco di carburante) e quello a Urbana/Champaign... Con FsII e FS3 sono nate le aree di Seattle, Los Angeles, NY e SFO... prima c'era solo questa di chicago... e il volo Meigs-Kankakee-Champaign era uno dei classici! Decidiamo per un touch & go commemorativo, mentre Ben, scocciato per il paesaggio monotono si rifiuta e circuita sull'aeroporto. finish of editing La meta è ormai vicina, e mentre il gruppo più grosso si dedica al volo strumentale, io nella fitta nebbia una grossa autostrada, che mi dovrebbe portare fino a chicago. Così, mentre loro placidamente volano a tre-quattro mila piedi, io mi diverto a fare lo slalom con gli alberi, affrontando anche la pioggia, che ha iniziato a battere mollemente sull'illinois. Il volo a bassa quota consuma però un sacco di carburante, e sono costretto ad una sosta ulteriore per fare un rabbocco. Al decollo ritrovo l'autostrada e la seguo fino alle porte di Chicago. L'entrata nella città è spettacolare. Prima edifici bassi, gli alberi sono ancora densi, poi i primi palazzi, mentre in lontanza appaiono i grattacieli che ci siamo abituati a vedere partendo dal glorioso Meigs Field con quel cessnino di default. E' proprio la nostra meta. Gli altri sono già scesi quanto mi porto all'avvicinamento del piccolo aeroporto sul lago Michigan. Con l'autogen al massimo, il frame scende, ma i grattacieli sono veramente uno spettacolo mozzafiato..scende quasi una lacrimuccia per la commozione! Chi non scende è invece il mio 339, che si mangia mezza pista, e quando tocco mi attacco ai freni e riesco ad uscire all'ultimo raccordo disponibile. Parcheggiamo, foto di rito (con qualche piccolo spostamente in slew per renderci più fotogenici) spegnamo il motore e ci salutiamo, pronti per un'altra avventura ScreenShot realizzati in questa tappa |
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