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TRASVOLATA MALPENSANTI - Quarta TAPPA

Denver to Kansas City

Data esecuzione: 30/12/2004
Partecipanti alla tappa odierna:
  • Antonio (Arrex/2)
  • Claudio(I-CRCL)
  • Fede
  • Ben(Orso)
Stati sorvolati:Colorado, Kansas, Missouri
Aeroporti utilizzati: Denver International (KDEN), Hill City Municipal, (KDEN)
Piano di volo
TipoNomeFreq.Hdg
Denver International
TXC112.90085
GLD115.10093
HLC113.70086
Hill city Municipal (rifornimento)
MHK110.20082
TOP117.80083
MCI113.25070
Kansas City International013

Con questa tappa abbandoniamo per un po' il territorio montuoso che ci ha accompagnato nelle tappe precedenti. Almeno per i prossimi 2000 km, avremo davanti la sconfinata pianura degli stati uniti centrali
Recuperiamo quindi i nostri 339 nel posto dove li avevamo lasciati, al terminal dell'aeroporto internazionale di denver. L'appuntamento è per le 17 ora italiana (le 9 ora locale), ma io come al solito arrivo con un quarto d'ora di ritardo causa impegni lavorativi e trovo la squadriglia in una situazione che durerà  per buona parte della tappa...ognuno che si fa i c...i suoi . Antonio è già  in volo da un pezzo, sta facendo delle riprese fotografiche sull'aeroporto, e, appena inizio il rullaggio, lo trovo a fare passaggi bassi sotto la famosa vetrata sospesa. Claudio è in testata pista che scalda il motore, l'unico che rulla placidamente per l'apron di Denver è il buon Ben, che seguo e mi porto al decollo.
Sembra che anche questa volta abbiamo scelto la pista giusta, ma la direzione sbagliata. Il nostro navigatore (Antonio) ci informa che dobbiamo virare per 090 per raggiungere il primo vor. Claudio ha quindi una brillante idea: invece di perdere tempo in virata, un bel immelman (mezzo loop con un mezzo tonneau alla sommità ) e siamo tutti in linea di volo. Non tiene però conto di un fattore importante...siamo a più di 6000 piedi sul livello del mare, e per accelerare abbastanza per un looping bisogna stare livellati per parecchi secondi anche con tutto motore dentro. E' così che, poco dopo aver staccato le ruote da terra cabra spaventosamente..Io scelgo di rimanere livellato un po' più a lungo, e qualche secondo più tardi vedo un MB399 che scende in vite verticale come un proiettile sulla pista..anche per questa volta abbiamo lasciato la nostra traccia !Completo il mio immelman con un discreto risultato e parto all'inseguimento di Antonio, che, 'stranamente' ha la manetta al massimo...Anto', e frena per una volta...scendiamo quindi a 250 nodi per attendere Claudio e Ben e otteniamo una formazione un po' scalcagnata ma comunque accettabile.
Il bellissimo tempo e la visibilità  perfetta di danno modo di vedere sotto di noi il variegato (stendiamo un velo pietoso) paesaggio del Kansas che scorre velocemente, Giungiamo così a circa metà  strada senza grosse sorprese, e ci portiamo all'atterraggio per Hill City Muncipal Airporto (KHLC) per fare un rabbocco di carburante. Claudio dice di essere in base per l'aeroporto, ma stranamente anche io sono in base, e di Claudio nemmeno l'ombra...apprendo così che abbiamo un concetto di grandezza del circuito un po' diverso, e da numero tre per l'atterraggio divento presto numero uno. La pista si rivela più difficoltosa del previsto: piuttosto stretta, leggermente corta e, sopresina, alcuni alberi piazzati giusto sul finale. Li avvisto in tempo e avviso gli altri, che ne terranno buona nota. Per evitare di consumare i freni, lascio correre il 339 fino alla fine della pista, e mi accorgo che l'unica via di rullaggio asfaltata si trova esattamente a metà  della pista di atterraggio!. Dato che gli altri la stanno già  impegnando per l'atterraggio, evito un fatale contropista e faccio una bella escursione sul prato. Riforniamo, ma Ben manca all'appello, è ancora in cielo che svolazza. Io e Claudio, da bravi spotter, ci portiamo a bordo pista per goderci l'atterraggio dell'amico, mentre Antonio è 'seduto' in seconda fila. Ben stranamente non ne vuole sapere di scendere, o forse sta cercando il lato migliore della pista. Tutto ad un tratto lo vediamo avvicinarsi con un assetto piuttosto picchiato e decisamente imbardato. In cortissimo finale però livella ed atterra sulla pista..eccolo a terra..anzi no, sotto terra! Gli chiediamo spiegazioni, e lui annuncia che, nel finale concitato, ha dimenticato di abbassare il carrello!! Benvenuto nel club!
Mentre lui rifornisce ci mettiamo in fila indiana per il decollo. Applichiamo la procedura prevista per i campi corti, dato che il cratere lasciato da ben lascia poco più di mezza pista disponibile ...eheheh!
Decolliamo, e intanto che aspettiamo Ben, fingiamo che il nostro 339 sia diventato un Canadair e picchiamo su un lago (pardon, riserva d'acqua!) nelle vicinanze. Per vivacizzare un po' il volo, iniziamo un duello aereo che porta ben presto Antonio ad avere Claudio alle spalle e io a ore sette..rimpiangiamo di non avere un missile sotto le ali!Arriva poi Ben e i volo prosegue
Il nostro navigatore ci fornisce un improbabile e lontanissimo VOR da seguire, e siccome nessuno di noi lo capta, scegliamo un riferimento al suolo, la I-70, che dovrebbe portarci fino a Kansas City. Tuttavia le strade non sono ben riconoscibili dalla nostra quota, e in attesa di scaricare un pacchetto meglio definito, ognuno è convinto di seguire la strada giusta (Già  in precedenza era nata una animata discussione se l'autostrada giusta fosse quella di destra o di sinistra (politica permettendo!),e l'unico che era rimasto immune dalla scelta era stato Ben, che saggiamente si era fidato dei suoi strumenti). In questo caso il sottoscritto tiene costantemente gli occhi sul terreno, e ben presto perdo di vista tutti gli altri. Chiedo la loro posizione, ma Antonio è troppo occupato a guardarsi le spalle da Claudio, che lo tallona, e da Ben, che si avvicina minaccioso, per darmi qualche riferimento strumentale..<<Si dai, abbiamo a ore nove quel tale aeroporto, stiamo passando vicino a quell'altro...>>. La trapattoniana chiarezza mi lascia smarrito nella deserta pianura. Alla fine riesco ad ottenere la loro distanza da un VOR, e con l'aiuto di un po' di slew riesco ad avvicinarmi.
Mentre arriviamo nelle vicinanze di Topeka, il paesaggio inizia ad imbiancarsi...neve! Nel candore delle texture, l'azzurro scuro del fiume Missouri è facile da distinguere, e lo seguiamo fino a Kansas City.
Ultimo brivido (a parte la gelida temperatura esterna) l'atterraggio sulla pista del Kansas City International, con più di trenta nodi di vento completamente al traverso. Claudio, guidato dall'ILS, atterra senza problemi seguito da Ben, io scendo tranquillamente in scivolata, con la prua allineata con il vento e l'aeroplano che scarroccia verso la pista, e tocco sulla scivola superficie ghiacciata senza grossi problemi. Antonio invece sceglie, saggiamente (saggezza data da diversi tentativi falliti!), l'atterraggio su una pista perpendicolare alla nostra, e parcheggiamo finalmente i nostri mezzi allineati sull'apron dell'aeroporto.


ScreenShot realizzati in questa tappa
screenshot by Antonio, per gentile concessione.

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