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TRASVOLATA MALPENSANTI - OTTAVA TAPPA

Washington to Boston

Data esecuzione: 23/01/2005
Partecipanti alla tappa odierna:
  • Antonio (Arrex/2)
  • Claudio(I-CRCL)
  • Fede
  • Agostino (Nino)
  • Ben(ORSO)
  • Gabriele
  • Mirko (Argo)
Stati sorvolati:Virginia, Maryland, Pennsilvanya, New Jersey, New York, Connecticut, Massachussets
Aeroporti utilizzati:Ronald Reagan Washington (KDCA), Princeton (39N), New York La Guardia (KLGA), Martha's Vineyard(KMVY), Boston Logan International (KBOS)
Piano di volo
TipoNomeFreq.Hdg
Ronald Reagan Washington
BAL115.10051
PD222.0068
PNE112.00031
ARD108.20036
Princeton (rifornimento)
LGA113.10067
New York La Guardia (touch & go)
CCC117.20092
TMU110.85068
SEY117.80128
MVY114.50086
Martha's Vineyard (rifornimento)
FMH115.80031
LFV114.70060
Boston Logan International311


Con le ruote ben ferme sull'aeroporto Logan di Boston, cerchiamo di concentrarci e venire a capo della ingarbugliata e increbile matassa quale è stata la tappa odierna.
Tutto inizia molto presto, alle 15.30 ora italiana, quando mi collego a internet per una veloce ricerca prima del volo, e trovo già  collegati (via msn) Gabriele e Nino. Voleranno con noi! Più tardi si collegherà  anche Mirko, segno che la giornata senza auto a Milano ha dato buoni frutti, almeno per i Malpensanti
Tramite Teamspeack cerchiamo di metterci tutti in contatto (nel frattempo è entrato Antonio che ha avviato il server), e qui nascono i primi problemi: sentiamo molto male Gabriele, anche lui viaggia ancora sulla vetusta 56k, e la qualità  della voce è, con un eufemisto, scarsa!(durante il volo la sua connessione a Teamspeck cadrà  varie volte, costringendolo, in compagnia di Argo, al quale non funziona il microfono, ad utilizzare la chat del multiplayer di FS).
Intanto che aspettiamo gli altri (Claudio arriverà  con un po' di ritardo, e così sarà  ben l'host per la sessione di FS).
Dunque ricapitoliamo i partecipanti alla tappa odierna: Antonio, Mirko, Claudio, Gabriele, Nino, Ben e io! Sette aerei pronti a spandere il terrore sui cieli della east coast...non male come volo!
Carichiamo FS, decidiamo per un meteo reale fisso per non avere problemi di sincronizzazione (che invece quello aggiornato ogni 15 minuti ci dava). Con il senno di poi, questa scelta si rivelerà  oltremodo sconsigliabile, dato che, secondo la cartina meteo, un centro di bassa pressione risiede proprio sopra a Boston, con un fronte avanzante verso il sud. Se avessimo usato il meteo aggiornato, probabilmente avremmo incrociato la perturbazione sopra New York e successivamente trovato il bel tempo, ma tant'è!
Ci allineiamo sulla 33 del Ronald Reagan, assumendo una splendida formazione a delta (Gabriele, in coda, farà  il libero). Noi 'vecchi' delle Trasvolata voliamo con i 339 Malpensanti by Panty, Argo, che non le ha scaricate, usa il LAGO di default, e Gabriele, nelle sue varie connessione, cambierà  spesso fra il modello di Taccoli in livrea PAN e, pare, un eurofighter. Il tempo qui sembra molto buono, e decidiamo per una tappa in 'quasi' VFR, con pochi VOR sulla rotta.
Decolliamo verso il cielo azzurro, il rombo dei nostri sette propulsori alle spalle e il muso aguzzo dell'aeroplano puntato verso l'aeroporto di Baltimora, che sorvoliamo velocemente prima di portarci verso la costa e continuare il nostro viaggio. Qualcuno si attarda, e sovente siamo costretti ad eseguire qualche circuito di attesa per ricongiungerci...ce ne ricorderemo io Cladio e Antonio, che abbiamo fatto almeno una decina di volte il giro su una delle isolettte della baia di Chesapeake.
Più avanziamo però, più ci avviciniamo al fronte freddo che si scontra con l'alta pressione presente sul Washington, risultato: visibilità  molto scarsa, copertura nuvolosa compatta e molto bassa, che ci costringe ad un volo rasente il terreno, e ci nasconde le bellezze (si fa per dire) del luogo.
Il primo grosso landmark sulla nostra rotta è la citta di Philadelphia. La raggiungiamo penetrando all'interno della lunga Delaware Bay, che, per nostra gioia e gaudio, ci riserva diversi ponti, i maggiori all'altezza della cittadina di New Castle. Passiamo tutti, chi sopra, chi sotto, e ci dirigiamo sull'aeroporto per un veloce touch & go. Rapida toccatina e via per il giro panoramico della città . Questa volta Antonio non ha portato la guida turistica, quindi ci limitiamo a notare una coppia di di palazzi uguali, simili alle Petronas Tower malaisiane, e una sorta di curiosa cattedrale, che pare sia presente in molti film ambientati a Philadelphia. A dare a tutto un tocco più pittoresco, una tormenta di neve che scende copiosa proprio ad altezza città  (più in alto, invece, solo nuvole).
Proseguiamo verso New York, e, come classico della nostra trasvolata, data la grande sete dei nostri grintosi jet, ci fermiamo a riempire i serbatoi all'aeroporto di Princeton. La scelta risulta abbastanza infelice: l'aeroporto è piccolo, la pista stretta e nemmeno troppo lunga, nessun radioaiuto, alberi in testata pista, e se ci aggiungiamo la visibilità  non proprio eccellente gli epiteti ingiuriosi lanciati da Ben sono da ritenersi quasi quasi giusti. In effetti volare con questo tempo non è proprio il massimo! Io seguo Antonio (che segue il GPS), e Cladio è dietro di noi. Una volta liberata la pista, ci mettiamo in coda sulla taxy, quando un 339 che porta il nome di Ben appare da ore tre e schizza velocemente verso ore nove, giusto il tempo di fare uno screenshot degli ultimi istanti di vita per il povero velivolo. Bell'atterraggio del bravo Nino, sempre molto preciso, decollo incrociato con Ben, ancora scosso dall'infelice tracollo, e di nuovo su in cielo. E stavolta andiamo su davvero, almeno il sottoscritto, dato che la bassa visiblità  non mi permette di vedere assolutamente nulla. Salgo fino a 10000 senza risultato, poi sento in cuffia che Antonio ha un buon campo visivo sui 4000 e scendo velocemente (CTRL+****+F!).
Giusto il tempo per un brevo volo in formazione che avvistiamo davanti a noi il ponte di Verrazzano. Siamo alle porte di New York!. Il profilo della città  è inconfondibile, anche se la mancanza delle torri gemelle suscita un po' di amarezza, aumentata dal pensiero che qualcuno ha fatto uno scenario aggiuntivo con aeroplanini troppo vicini alle torri stesse...mah!
Subito dopo il ponte scorgiamo la statua della libertà , ed io, che sono per questa volta pure foto che reporter, vado in vista esterna e inizio a fare screen a tutto quello che vedo. Sfortunatamente pilotare a 400 nodi in vista esterna da un angolazione di 3/4 è una idea infelice, e in un passaggio troppo ravvicinato mi infilo nel ponte da Verrazzano. L'autosave purtroppo non mi aiuta, dato che ha segnato il punto proprio mentre mi stavo schiantando, ed è un crash continuo. Crash per crash, crasha anche FS. Evviva!
Ricarico il tutto e finalmente parto per il mio giretto all'interno della città  (questa volta però ben chiuso dentro al cockpit! Antonio, siccome la conosce bene da un suo viaggio negli Stati Uniti, decide per passaggio veloce nella fifth avenue (cosa non da poco, credetemi sulla parola). Io, memore del crash precedente, osservo dall'alto e trovo tante piccole chicche (vedere screenshot, anche perchè non saprei i nomi precisi!). New York è famoso anche per i tanti ponti, e non ce ne facciamo mancare nemmeno uno!
Si decide successivamente per un atterraggio al La Guardia, idea quanto mai deprecabile, dato che appena scendiamo sotto i 1000 piedi e 200 nodi di velocita, il vento inizia a farsi sentire, e gli atterraggi sono tutti degli scarrocci con vento al traverso di 25 nodi. Visto quello che avverrà  più tardi, è stato un buon allenamento
La tratta successiva del viaggio ci porta a sorvolare Long Island, ed è tempo di volo in formazione, o presunta tale, in quanto mettere insieme sette aerei è veramente un impresa, ma il risultato non è male. E' davvero fantastico essere in tanti nei voli in multiplayer, vuoi per la compagnia, per le stupidate sentite in cuffia, per gli inseguimenti, tamponamenti, test sui sistemi di collisione (vero Gabriele?? ), che anche gli innumerevoli problemi, soprattutto audio, incontrati durante la sessione odierna sono superabili con un sorriso. Questo preambolo per nascondere che, a parte una centrale nucleare beccata sulla costa, questa tratta non ci ha presentato nulla di nuovo. Ma il divertimento (o la disperazione) viene adesso.
Con la squadra al completo, ci dirigiamo verso il Martha's Vineyard, dove fare un rabbocco di carburante. L'avaguardia ha in vista Cape Cod, segno che è ora di scendere dalla sicurezza dei 3000 piedi per affrontare l'atterraggio all'aeroporto. I primi, fra cui il sottoscritto, scendono sulla prima pista disponibile, ma una brutta sopresa ci attende. Oltre a non vedere praticamente nulla a causa della fitta nebbia, c'è un vento da paura! Raffiche con direzione e intensità  variabile, ma sempre sopra i 40 nodi. La discesa la facciamo con l'aereo praticamente perpendicolare alla lunghezza della pista, ma anche così il timone non mi è sufficiente, e per evitare di atterrare su un carrello solo (come farà  Claudio), riattacco e mi presento all'atterraggio su una pista secondaria. Sfortuna vuole che in questa tappa siamo davvero in tanti, e in momenti così concitati non è facile trovare pista libera, quindi lascio spazio a chi sta atterrando in scivolata e riattacco un'altra volta. Ogni espediente è valido, Antionio riattacca due volte seguendo l'atterraggio sulla pista principale, e al terzo tentativo riesce, Claudio fa un reverse ILS e anche lui atterra sano, io vengo giù al terzo tentativo sulla pista principale e atterro sulla taxiway, finendo poi in mezzo alla neve dato che il vento eccessivo non mi permette di fare girare l'aeroplano, Gabriele lo troviamo infilato in mezzo ad un hangar proprio vicino al rifornimento. Insomma, una esperienza da non ripetere. Eh già , magari!
Riforniamo e decolliamo alla spicciolata, siamo tutti un po' provati, e ci dirigiamo mestamente verso la nostra meta finale, la città  di Boston, sperando di trovare meno vento e una visibilità  migliore. Speranze vane, la città  è circodanta dalla neve, visiblità  praticamente nulla e vento come al solito al traverso ed abbondante. Scegliamo l'atterraggio strumentale, propongo ad Antonio un atterraggio in coppia ma lui non ha pista in vista, io fortunatamente scorgo il sentiero luminoso di avvicinamento sul mare e scendo velocemente fino in testata. Ahi, anche qui vento forte al traverso, riattacco e mi porto sulla pista perpendicolare, il vento cambia un po' direzione ma riesco comunque a fare un atterraggio decoroso sulla centerline. Seguiamo Antonio al rifornimento e finalmente fermiamo i motori dei nostri destrieri. Ci allineiamo quindi per la foto finale (manca Nino che ci ha dovuto poco prima dell'arrivo). ScreenShot realizzati in questa tappa
screenshot by Fede, per gentile concessione.

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