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TRASVOLATA MALPENSANTI - NONA TAPPA
Washington to Boston
| Data esecuzione: | 6/2/2005
| | Partecipanti alla tappa odierna:
| - Antonio (Arrex/2)
- Fede
- Gabriele
- Roberto (Roby Bad)
| | Stati sorvolati: | Massachussets, New Hampshire, Maine, New Brunswick (CAN), Quebec (CAN), Terranova (CAN)
| | Aeroporti utilizzati: | Boston Logan International (KBOS), Bangor International (KBGR), Houlton International (KHUL), Bonaventure (CYVB), Goose Bay (CYYR)
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Piano di volo
| Tipo | Nome | Freq. | Hdg
|  | Boston Logan International
|  | BGR | 114.80 | 046
|  | Bangor International (rifornimento)
|  | houlton International (touch & go)
|  | 2I | 359.0 | 047
|  | 2F | 114.40 | 064
|  | Bonaventure (rifornimento)
|  | YGP | 115.40 | 059
|  | LFV | 113.60 | 072
|  | UYR | 110.30 | 039
|  | Goose Bay | 142
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La tappa odierna, la più lunga di quelle affrontate fino ad ora, ci ha portato dall'aeroporto
Logan di Boston fino all'aeroporto di Goose Bay, in Canada, salutando per l'ultima
volta (almeno per questa parte della trasvolata) gli Stati Uniti.
Ritrovo come di consueto alle 16 ora italiana per il classico scambio degli IP. Antonio
ed io siamo oramai degli abitueè, e questa volta ci affiancano Gabriele, che abbiamo
sottratto agli studi universitari, e un ospite dalla lontana sicilia, il grande Roby,
che finalmente si unisce a noi con il 339 Lago. Gabriele, al contrario, non convinto
delle 'realistiche' dinamiche del velivolo di Taccoli, si appresta al volo niente
meno che con un F14, anche se ai miei occhi il piccolo Top Gun appare un Cessna, attrezzo
volante che mi ha spesso superato senza problemi già dalla fase di accelerazione per
il decollo.
Risolti i consueti intoppi della fase iniziale per la regolazione dell'audio (e fatto
ricco l'otorino di fiducia per i lacinanti feedback ricevuti in cuffia )
siamo pronti a partire. La meteo, almeno per questa volta è ottima...e ti pareva,
una volta che non c'è nulla da vedere!! Decolliamo e in men che non si dica iniziamo
il volo ricognitivo sulla città di Boston, che nella tappa precedente, a causa della
visibilità nulla sarebbe stato impossibile. Purtroppo Antonio non ha le sue immancabili
guide turistiche ,
e quindi ci sentiamo come degli analfabeti in una biblioteca...tutto molto bello,
ma i monumenti riprodotti nello scenario rappresentano per noi solo dei paletti a
cui girare intorno, e poco importa se in un passaggio radente sopra una chiesa abbiamo
fatto scappare al prete qualche imprecazione di troppo! I ponti che circondano la
città sono troppo invitanti, e iniziamo una lunga serie di bassi passaggi, andando
a sfiorare il pelo dell'acqua dove sembra sia in corso una regata in grande stile
(anche se alcune delle barchette pare barino, usando il motore, dato che la vela è
ammainata). Un ultimo passaggio di saluto ai controllori della torre del Logan (una
specie di H di cemento armato con alla sommità la torre di controllo nascosta da una
vetrata...comunque sufficiente per il passaggio attraverso dei nostri piccoli e manovrabili
caccia!) e iniziamo il nostro lungo viaggio verso la baia delle oche.
Antonio ha preparato un interessante piano di volo per prepararsi alla traversata
oceanica, intorno ai 30000 piedi, ma 'democraticamente' (io, per la precisione) decidiamo
per un volo radente con diversi rifornimenti, dato che sarà l'ultima tappa dove vedremo
un po' di terra, che, anche se coperta da boschi, è più varia del paesaggio che ci
aspetterà durante la traversata verso la Groenlandia.
Ritraccio quindi sommariamente una specie di rotta, e iniziamo a seguire al costa
del Maine. Il vor di Augusta (la capitale dello stato) è irraggiungibile...ma tanto
le capitali degli stati americani sono tutte così poco interessati...Puntiamo quindi
su Bangor, ben conosciuta dagli amanti di Stephen King (la gran parte dei racconti
sono ambientati qui).
L'atterraggio all'internazionale per il rifornimento è come al solito un bel pasticcio!
Tutto comincia dall'avvicinamento, io mi metto in base per la 15, Antonio e Gabriele
per la 33. Non sarebbe nemmeno un grosso problema, se non che Roby non ha sentito
da che direzione sto arrivando...Antonio e Gabriele eseguono un bell'atterraggio appaiati
sulla pista, che è davvero immensa, io per evitarli tengo l'aereo a qualche decina
di metri dal suolo per quasi tutta la lunghezza, e giusto il tempo di alzare gli occhi
che vedo Roby in finale...
purtroppo io devo per forza atterrare, e lui è costretto
ad una veloce richiamata. Mentre riforniamo, lui si appresta all'atterraggio, ma,
forse a causa dello spavento precedente, qualcosa va storto e l'aeroplano 'gli prende
fuoco'...Che poi non dica che fumare non fa male .
Mentre attendiamo in testata che venga domato l'incendio, ad un certo punto il suo
339 appare letteralmente sospeso in mezzo alla pista...davvero incredibile!
Decolliamo e ci dirigiamo veloci sopra i boschi del Maine, mantenendo una formazione
più o meno serrata, anche se avere a fianco un cessna ogni tanto fa venire i brividi.
Antonio poco più tardi intravede sul GPS il confine con il Canada, in prossimità del
quale, esattament sulla nostra rotta, si trova l'aeroporto Hulton International. La
pista è esattamente allineata nella nostra direzione...cosa meglio di un touch & go
per salutare gli Stati Uniti? Via in velocità, e una volta raggiunta la testata pista,
via motore, giù flap e aerofreno e pronti a ripartire.
Passiamo sopra la città di Firenze (giuro!Florenceville, per la precisione), vicino
alla quale, in riva all'Arno della situazione, si trova anche un gustoso aeroporto
su un promontorio e proseguiamo verso la baia del San Lorenzo. La strada verso Goose
Bay è ancora lunga, ed è meglio fare rifornimento. La scelta cade, democraticamente
(stavolta per colpa di Antonio) sul piccolo aeroporto di Bonaventure...che te possino,
potevamo fermarci anche più lontano, proprio all'imboccatura del San Lorenzo, e quelle
50 miglia in meno da GooseBay ci avrebbero fatto veramente comodo, come vedremo in
seguito!
Io ho un piccolo problema con la connessione (nel senso che credo di essere connesso
ma in realtà non lo sono) ma fortunatamente risolvo e ci possiamo portare all'atterraggio.
Non meno rocambolesco del precedente, l'aeroporto scelto si mimetizza fin troppo bene
con il paesaggio circostante, tanto che Gabriele ed Antonio sono costretti ad un viratone
dato che hanno superato nel loro braccio di base il prolungamento della pista. Gabriele
saggiamente decide di fare un altro giro, io atterro, giusto in tempo per assistere
al funanbolico atterraggio di Arrex in piena scivolata.
Ripartiamo alla volta di Goose Bay, non ci sono più aeroporti sul nostro cammino ma
solo la fredda costa del Labrador. Mentre ci trastulliamo a guardare le isolette sul
delta del fiume ad una altitudine relativamente bassa (3000 piedi) non ci rendiamo
conto che i nostri motori stanno consumando carburante ad un ritmo troppo elevato..fino
a che qualcuno chiede se ce la facciamo ad arrivare senza soste..Calcolatrice alla
mano, un occhiata a fuel flow e all'estimated del GPS (su cui abbiamo appena impostato
una rotta direct to) ci danno una risposta negativa. Urge correre ai ripari! Decidiamo
per una salita a 10000 piedi, in modo da portare il consumo a 30 kg di carburante
al minuto, pur mantendo una velocità al suolo di circa 420 nodi (anche grazie al forte
vento a favore).
Mentre voliamo sopra al Labrador, i laghetti di cui è punteggiato non ci fanno distogliere
gli occhi dall'indicatore del carburante, ed evitiamo di rincorrerci nel volo in formazione
per non utilizzarne troppo.
A una cinquantina di miglia dalla meta, antonio inizia ad avere le traveggole, credendo
che il suo indicatore di carburante non gli stia dando delle indicazioni corrette,
e per sicurezza si porta a 15000 piedi, riducendo il flusso di carburante a 25kg/min.
Gabriele, dal canto suo, con il suo F14 non ha problemi di autonomia...praticamente
un diesel! Roby invece non si fa più sentire, e poco dopo capiamo anche perchè: "Signori
e signori, il comandate è lieto di annunciarvi che state volando su un aliante". Ha
finito il carburante!! Per fortuna siamo ormai in vista di Goose Bay, e le luci del
VASI dell'aeroporto di fanno gridare di gioia.
Io ho ormai solo 10 kg di carburante
quando tocco finalmente la pista, ed arriverò al rifornimento con appena due! (devo
essere stato particolarmente parco, perchè dal calcolo che avevo fatto quando ci siamo
portati a 10000 piedi ero fuori di una cinquantina di kg...viva il vento a favore!).
Roby ci dimostra tutto il suo talento, in una lunga e professionale planata fino in
soglia pista, e senza nessun danno ci raggiunge al parcheggio con la sola forza di
inerzia. Un applauso al nuovo malpensante!!
Quasi con il sorriso sulle labbra inseriamo il bancomat nella colonnina del rifornimeto,
giusto prima di prepararci alla foto finale
ScreenShot realizzati in questa tappa
screenshot by Fede, per gentile concessione.
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